Giuseppe
Garibaldi nasce a Nizza il 4 luglio 1807. Carattere irrequieto e desideroso
di avventura, già da giovanissimo si imbarca come marinaio per intraprendere
la vita sul mare. Nel 1832, appena venticinquenne è capitano di un
mercantile e nello stesso periodo inizia ad avvicinarsi ai movimenti patriottici
europei ed italiani (come, ad esempio quello mazziniano della "Giovine
Italia"), e ad abbracciarne gli ideali di libertà ed indipendenza.
Nel 1836 sbarca a Rio de Janeiro e da qui inizia il periodo, che durerà fino al 1848, in cui si impegnerà in varie imprese di guerra in America Latina. Combatte in Brasile e in Uruguay ed accumula una grande esperienza nelle tattiche della guerriglia basate sul movimento e sulle azioni a sorpresa. Questa esperienza avrà un grande valore per la formazione di Giuseppe Garibaldi sia come condottiero di uomini sia come tattico imprevedibile.
Inizia quindi un periodo di vagabondaggio per il mondo,
per lo più via mare, che lo porta infine nel 1857 a Caprera.
Nel 1860 Giuseppe Garibaldi è promotore e capo della spedizione dei Mille; salpa da Quarto(GE) il 6 maggio 1860 e sbarca a Marsala cinque giorni dopo. Da Marsala inizia la sua marcia trionfale; batte i Borboni a Calatafimi, giunge a Milazzo, prende Palermo, Messina, Siracusa e libera completamente la Sicilia. Il 19 agosto sbarca in Calabria e, muovendosi molto
rapidamente, getta lo scompiglio nelle file borboniche, conquista Reggio,
Cosenza, Salerno; il 7 settembre entra a Napoli, abbandonata dal re Francesco
I ed infine sconfigge definitivamente i borbonici sul Volturno.
Nel 1866 partecipa alla Terza Guerra di Indipendenza al comando di Reparti Volontari. Opera nel Trentino e qui coglie la vittoria di Bezzecca (21 luglio 1866) ma, nonostante la situazione favorevole in cui si era posto nei confronti degli austriaci, Garibaldi deve sgomberare il territorio Trentino dietro ordine dei Piemontesi, al cui dispaccio risponde con quel "Obbedisco", rimasto famoso.
Nel 1871 partecipa alla sua ultima impresa bellica
combattendo per i francesi nella guerra Franco-Prussiana dove, sebbene
riesca a cogliere alcuni successi, nulla può per evitare la sconfitta
finale della Francia. |